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Accadde il… 24 dicembre 1898: il conte Luigi Perego dona il suo Presepio alla parrocchia di Cremnago

FolkNews DICEMBRE2023

di Daniele Fumagalli

1. Calnach

Ci sono molti borghi lombardi che fra le loro mura, metaforiche e reali, racchiudono tesori: meraviglie naturali, storiche, architettoniche e tradizionali seminascoste dalle costruzioni del boom economico e condannate all’oblio dalla mentalità, tipicamente lombarda, molto dedita al fare e poco al ricordare.

Cremnago, ossia Calnach, risponde appieno a questa definizione. 
Dotato di un castello medievale appartenente ai marchesi de Citerego, punto di transito dell’antica strada romana Milano-Incino, comune autonomo fino al 1929 (oggi frazione di Inverigo); passeggiando per il paese e parlando con i suoi abitanti si percepisce ancora oggi un forte senso identitario e si incappa in una curiosa Madonna… con gli orecchini (datata 1865). Di cui poco o nulla si conosce.

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Il paese è dominato dall’austera dimora gentilizia di pregevole stile neoclassico, Villa Perego: tutt’ora appartente all’omonima famiglia che da tre secoli intreccia il suo destino a quello del borgo. Proprio alla famiglia Perego si deve un tesoro molto curioso, e molto natalizio, di Cremnago. Il simbolo del Santo Natale per eccellenza: un Presepio.

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La piazza di rizzada di Cremnago.  Sullo sfondo, Villa Perego

Nel corso delle nostre ricerche, ci imbattiamo in questo curioso Presepio. Una decina di statue di fattura pregevole, e soprattutto di dimensioni quasi umane: la sacra famiglia, il bue e l’asinello, i pastori. Sono molto curate e dettagliate, davvero di pregevole fattura: al primo sguardo si coglie quanto siano preziose, datate e per questo estremamente fragili. Le rappresentazioni seguono l’iconografia tradizionale dei personaggi del Presepio, impreziositi dal grande realismo delle pieghe dei vestiti e nelle espressioni dei volti. Una piccola curiosità artigianale, tradizionale e sacra che si può vedere solo in questo periodo.

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2. La storia del Presepio di Cremnago: i fatti…

Cerchiamo informazioni, domandando un appuntamento all’Associazione Calnach, che ha come scopo valorizzare le curiosità e la storia del paese. Ecco i nomi dei nostri testimoni: Dino Citterio, Natale Spinelli (custode del Presepio e coordinatore del gruppo che lo allestisce), Simona Trezzi, Luigi Perego e Cesare Brivio. Si riesce a ricostruire la storia delle Sacre Statue, ma restano molte domande aperte.

I fatti. Dino Citterio (ex maestro elementare ora in pensione) ha avuto modo di reperire informazioni nel vecchio registro parrocchiale. Don Dionigi Formenti annotava alla data del 24 dicembre 1898 (nda: i refusi sono nel documento originale):


"In quest'anno il Nobile D. Luigi Perego, a ricordo del battesimo avuto dai suoi figli in questa Chiesa Parrocchiale, regalava un gruppo di dieci statue grandi quasi al naturale rappresentanti la scena del Presepio. Questi sono: S. Giuseppe, la Madonna, il bambino, un pastore vecchio in atto di adorazione, un pastore che dorme, un pastorello che suona la piva, un bue, un'asino, una pecora e una capra. Il presepio si costruì nella navata degli uomini con piuma, edera, lauretto, ceppo es. venne alzato da terra una sessantina di centimetri, e coperto al dissopra con pezze di pesin celeste. Quindi si eliminò il bambinello che di solito si metteva sopra il tabernacolo dell'altare maggiore".


In seguito, ci racconta Natale Spinelli, le statue vennero letteralmente dimenticate. Furon rinvenute negli anni ’60 per caso, mentre si cercava dell’altro materiale sacro all’interno della sacrestia nella piccola chiesa che dà sulla piazza principale. I testimoni ricordano che i colori erano più opachi, e le statue vennero dunque consegnate fra gli anni ’60 e gli anni ’70 a tale Bove Aldo, che commerciava in materiale sacro: quest’ultimo le restaurò e provvide a farle restaurare. E di recente l’associazione le mostra alla comunità, a chiunque voglia scoprire questo pezzo di storia lombarda. 


Una curiosità squisitamente popolare. Le statue non hanno alcuna didascalia né marchio di fabbrica, tuttavia per tutta la popolazione il pastore addormentato è noto come “Ul Gelindo”. Si tratta di un nome squisitamente tradizionale. Domando lumi ai nostri testimoni ma non sanno dirmi come mai il pastore abbia questo nome. Una nostra breve ricerca bibliografica permette di individuare una tradizione piemontese legata al nome Gelindo. In particolare, la monografia di Giovanni Cerutti indica Il pastore Gelindo ossia la Natività di Gesù Cristo come una rappresentazione sacra risalente addirittura al XVII secolo!
Quindi il tradizionale pastore Gelindo è decisamente antico, anche più di queste statue che, storicamente, superano almeno i 125 anni!

3. …e i misteri

Ma restano molte domande aperte. Chi ha realizzato le statue? Quando sono state realizzate? Esistono presepi analoghi in Lombardia? Perché i nobili Perego regalarono le statue? Perché il nome Gelindo viene attribuito proprio al pastore addormentato?

4. Un capitolo di storia profana

I nostri testimoni ci raccontano un'altra vicenda che si ritiene opportuno segnalare, che esula dalle vicende del Presepio ma riguarda sempre i nobili Perego. Dopo la prima guerra mondiale, quando divenne chiaro che il “vi daremo la terra” con cui molti contadini furono mandati sulle pietraie del Carso a morire era solo una vacua promessa, in quel di Cremnago si verificarono numerose proteste (nel cosiddetto Bienno Rosso) che portarono effettivamente i Perego a svendere i loro terreni. Luigi Perego ha raccolto la testimonianza orale di una tale Albertina Fumagalli che ricorda come la protesta fosse caratterizzata da una significativa componente femminile. Contro i lenitt e le loro bandiere rosse furono impiegati membri dell’esercito e dei carabinieri. La protesta non fu vana, poiché spinse il deputato di Inverigo Luigi Meda a tenere un discorso alla Camera il 7 luglio 1922 a proporre un disegno di legge sulla prelazione dei terreni agricoli. 


Anche in questo caso, come molte volte su Folknews cerchiamo di raccontare, la storia popolare e la storia ufficiale si intrecciano. 

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