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Appunti di un etnomusicologo… ballate natalizie lombarde: “Gesù Bambino è nato” e “San Giusep e la Madona”.

FolkNewsDICEMBRE2023

di Daniele Fumagalli

Diceva Sant’ Agostino: chi canta, prega due volte. Ed in effetti il Santo Natale, momento per i credenti di preghiera e per i meno credenti (in qualche caso) di riflessione, è sempre accompagnato dalla musica. Le carole dei cantori itineranti, i canti religiosi delle messe d’Avvento, le playlist del negozio che invogliano, insieme alle luci, ad un acquisto… tutto questo ci immerge nel clima del fatidico 25 dicembre.
Anche la tradizione lombarda conosce canti natalizi: si tratta di una produzione sconfinata. Nel numero di quest’anno, ci limiteremo all’analisi di due canti di particolare interesse per il loro essere poco noti. 
Si è già scritto su Folknews come la balladry europea (ballata) sia tipica anche dell’Italia del Nord.  Esistono due ballate, molto belle e poetiche, affidate alla memoria orale che è difficile reperire se non nelle raccolte più specializzate.

 

La prima ballata proposta è stata raccolta nel paese di Vendrogno (LC), e trascritta da Daniele Fumagalli sia per il testo che per la musica. Si intitola Gesù bambino è nato. Viene cantata nelle messe di avvento, generalmente al momento della comunione. Ecco il testo.

Gesù bambino è nato in tanta povertà (2v)
Non ha persin le fasce né il fuoco per scaldar (2v)

Maria a lui si inchina lo guarda con amor (2v)
Gli angeli del cielo gli fanno grande onor (2v)

 

Giuseppe vecchierello lo stava a rimirar (2v)
Il bue e l’asinello lo stanno a riscaldar (2v)

 

Già vengono i pastori ad adorar Gesù (2v)
Con canti e con suoni e doni per di più (2v)

 

Guidati da una stella verranno i tre re (2v)

Verranno dall’oriente gli baceranno i pié (2v)

 

Ognun faccia allegrezza che è nato il redentor (2v)
Il fior d’ogni bellezza l’è tutto pien d’amor (2v)

 

Andiam tutti al presepio ad adorar Gesù (2v)
Giuriamo a lui prostrati di non peccare più (2v)

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Ho condotto una ricerca bibliografica, non riuscendo a trovare indicazioni relative la canzone. C’è qualche affinità testuale con un canto dall’omonimo titolo, che Francesco Spiga indica come tradizionale canavese (2012), su un motivo diverso.

Non si sa dunque l’origine del nostro motivo, né l’autore del testo e della melodia. Anche il web interrogato non risponde in proposito alla nostra lombarda Gesù bambino è nato. 


Domandiamo dunque ai lettori di folknews se hanno mai sentito questa canzone, e, se si, dove: per capire se è cantata anche altrove oltre che in Muggiasca.


La seconda ballata che si propone è egualmente interessante, e – almeno parzialmente – meno di nicchia. Si intitola San Giusep e la Madona. Si tratta di un canto udito recentemente durante un concerto corale di cui si allega il link. Si vada al minuto 38.00 di questo video.


Di questo canto, ne esistono diverse versioni. Anche Luciano Ravasio lo interpretò in una tv bergamasca: eccola qui!

Ma che cosa possiamo dire del canto? Innanzitutto, ne sono state raccolte nel secolo scorso varie lezioni: in Brianza, nella bergamasca, nel comasco e nel milanese e, oltre regione, anche nel ferrarese ed a Trento. 
Per fortuna questa volta la ricerca bibliografica ci aiuta. 


Roberto Leydi (Como e il suo territorio, volume edito da Regione Lombardia nel 1978, p. 544) trascrive la lezione di Angelina Brenna e spiega che il canto appartiene ad una serie di Carole, diffuse in tutta Europa, che hanno origine da un episodio raccontato nel Vangelo apocrifo di Matteo riguardante la fuga in Egitto.
Nello specifico, delle Palme si abbassano – su indicazione di Gesù Bambino – per sfamare la Madonna.
Nella versione popolare, il viaggio verso l’Egitto è sostituito da quello verso Betlemme, e le palme sostituite da mele, pane o da una semplice fontana.


Ecco la lezione di Angelina Brenna raccolta a Cassago nel 1965:


andèm andèm verginella Maria
che quai funtana la truvarèm
andèm andèm verginella Maria
che quai funtana la truvarèm

 

quan' fu stata inanzi un tòco
na funtana si l'ànno trovà
quan' fu stata inanzi un tòco
na funtana si l'ànno trovà

 

quan' fu stata inanzi un tòco
'na funtana si l'ànno trovà
bevi bevi verginella Maria
bevi de l'acqua finché vuri

 

la funtana la se alzava
la Madòna la se sbasava
la funtana la se alzava
la Madòna la se sbasava

 

quant fu stato inanzi un tòco
la Madòna la gh'éva fam
quant fu stato inanzi un tòco
la Madòna la gh'éva fam

 

l'àn trovato un'osteria
un po' di pano si l'ànno mangià 
làn trovato un'osteria
un po' di pano si l'ànno mangià

 

quan fu stato inanzi un tòco
la Madòna la gh'éva sògn
quan'fu stati inanzi un tòco
la Madòna la gh'éva sògn

 

andèm andèm verginella Maria
che 'na quai stalla la truvarèm
andèm andèm verginella Maria
che 'na quai stalla la truvarèm

 

quan'fu stati inanzi un tòco
una stalla si l'ànno trovà
qua fu stato inanzi un tòco
una stalla si l'ànno trovà

 

durmi durmi verginella Maria
durmi durmi finché vuri
durmi durmi verginella Maria
durmi durmi finché vuri

 

 el va de föra San Giü[ep
par védè se gb'éra un quai ciar
el va de föra San Giüaep
par védè se gb'éra un quai ciar

 

 el va de denter San Giü[eppe
el tröva li Ge[ü Bambin
el tröva li Ge[ü Bambin
Senza una fassa e senza cussin

 

 col mantello della Sua oi-namma
St gb'àn fà la fassa e l cussin
S gb'àn fà la fassa e 'l cussin
per fassà Gesü Bambin

 

Ed ecco lo spartito. 
Clicca qui per sentire il canto!

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Curioso è il fatto che testi analoghi si rintraccino in molte ballate europee, parenti della nostra San Giusep e la Madona. Ecco una versione quasi coeva (1969) dei Clancy Brothers, dal folklore irlandese.

E voi cari lettori di Folknews avete mai sentito questa altra ballata? Scriveteci, se volete, per farcelo sapere!

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