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I CONTADINI DELLA BRIANZA

FolkNewsGIUGNO17

de I Contadini della Brianza

L’Associazione Gruppo d’ Arte Folclorica “I Contadini della Brianza” è nata in Albavilla (Como) il 20 febbraio 2006 con l’intento di rivalutare la memoria popolare del passato quale strumento di conoscenza e di riflessione sugli stili di vita anche del presente.

L’organizzazione dell’abitato per corti, la condivisione dei grandi lavori agricoli nei pascoli di montagna e in pianura, la socializzazione forzosa del lavoro nelle filande hanno mantenuto nei secoli, sul territorio albavillese, l’abitudine alla socializzazione e al cantare assieme: il territorio vanta una banda musicale, tre gruppi folkloristici e un coro di musica classica e sacra.

Il gruppo de “I Contadini della Brianza” si è caratterizzato sviluppando il tradizionale spettacolo folcloristico - definito “Museo Itinerante” e dal titolo “Una giurnada di temp indree” - in cui la componente musicale costituisce il filo che accompagna un percorso di drammatizzazioni e di quadri viventi. “I Contadini della Brianza”, propongono molte canzoni che illustrano arti e mestieri e ne danno dimostrazione: le donne cuciono e lavorano a pizzi o alla maglia, cardano e filano la lana, mostrando i piccoli capolavori creati dalle nonne per i corredi, mentre gli uomini lavorano il legno per ricavarne zoccoli o giunchi per farne cesti, affilano lame con la cote o con la mola,  facendo conoscere il funzionamento dei vecchi, semplici e geniali strumenti della cultura contadina come la sgranatrice per le pannocchie e la tagliatrice delle foglie del gelso per i bachi da seta.

Un immancabile punto di attrazione per gli spettatori vecchi e giovani è il “bosco”, la coltivazione portatile di bachi da seta - amorevolmente curata da un componente del gruppo - che consente di seguire le diverse fasi della vita del baco.

Le canzoni che vengono proposte durante lo spettacolo vogliono rappresentare alle giovani generazioni il senso del tempo scandito dai cicli della natura e i ritmi del lavoro, della vita domestica e della socialità. Alle canzoni si accompagnano quadri di vita e di lavoro (es. la falciatura dei pascoli, la battitura delle messi, la pigiatura dell’uva) proponendo in contemporanea agli spettatori un percorso di sapori: oltre alla polenta, si offrono dolci, minestre, castagne e quanto faceva parte del ciclo abituale dell’alimentazione a seconda delle stagioni dell’anno.

In particolare, della vitalità della cultura e della lingua tradizionale è impareggiabile testimone e maestra Maria Brivio - detta Mariuccia - che nel 2016 è stata onorata dalla FITP con il titolo di “Padre del Folklore” per la regione Lombardia.

Mariuccia sa incantare il pubblico con le sue poesie, le barzellette, le parodie accompagnate da una straordinaria mimica ed l’espressione gestuale. Ha la capacità di provocare al riso ma anche di commuovere, evocando i buoni sentimenti che legavano le generazioni di un tempo e proponendoli come modelli vitali contro gli egoismi dei rapporti nella società attuale.

Le battute di Mariuccia, o la “messa in scena” di canzoni popolari allegre quali “Il magnano”, muovono il pubblico al riso e gli spettacoli - durante i quali “il filo conduttore” tenuto dalla voce narrante del presentatore/direttore Dionigi Garofoli - costituiscono dunque eventi di grande complessità, che coinvolgono tutto il pubblico presente.

L’Associazione ha potuto, nel corso degli anni, svolgere anche un ruolo di importante supporto alle Amministrazioni che hanno voluto promuovere la conoscenza e la valorizzazione del nostro territorio.

In tali contesti, sono stati proposti momenti di vera e propria festa paesana con i giochi “di temp indré”, dimostrazioni di cucina con i “sapori di una volta”, musica e ballo all’insegna di una socialità semplice e vitale.

 

In coerenza con la nostra mission di recupero delle tradizioni per le nuove generazioni, il Gruppo ha da subito avviato con diverse scuole della Provincia di Como dei percorsi di ricerca e di trasmissione della memoria, che culminano nell’allestimento di uno spettacolo finale dei ragazzi. La proposta si articola in una serie di lezioni ed incontri che mirano a far conoscere ai giovani la cultura, i mestieri, il folklore e la musica della nostra Brianza nelle fasi di passaggio tra tradizione rurale e sviluppo industriale.

L’Associazione sta anche curando l’organizzazione di un Museo di Civiltà Contadina - quale centro di documentazione storica, di riflessione culturale e di laboratori interattivi e multidisciplinari per acquisire conoscenze sulle proprie radici e rielaborarle: per offrire anche ai giovani un’occasione di conoscenza e di confronto tra culture diverse nel tempo.

Il Museo verrà allestito in uno luogo molto particolare e dato in concessione dall’Amministrazione comunale: il “Crotto del Boeucc”. I Crotti sono vere e proprie cantine naturali, formatesi per il carsismo delle montagne del triangolo Lariano, e poi allargati e adattati all’uso dell’uomo.

 

Il gruppo de “I Contadini della Brianza” non si propone di essere un mero testimone di tempi che furono: ambisce a mantenere intatta la catena intergenerazionale della trasmissione di saperi e di valori, e magari a essere un lievito che conduca le prossime generazioni a perseguire obiettivi di qualità e di solidarietà nella propria vita e nella propria comunità.