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L’ORGANETTO DI BARBERIA RISCOPERTO DALL’ARLECCHINO BERGAMASCO - BERGAMO FOLK

UNO STRUMENTO A MANOVELLA CHE “LEGGE” CARTONI FORATI (OGNI NOTA UN BUCO).

FolkNewsGIUGNO17

di Ruggero Nani

Il gruppo “Arlecchino Bergamasco Folk e la sua delegazione “Bergamo Folk” riporta per prima a Bergamo questo antico strumento, nella versione ad ance portatile, introducendo nei suoi spettacoli la figura del musicante di strada, in particolar modo il cantastorie.

L’organo di Barberia sembra così chiamato in onore del suo inventore Giovanni Barbieri che lo elaborò agli inizi del ‘700; veniva spesso usato dai cantastorie che animavano le corti e le piazze fino agli anni 50. I più anziani di Bergamo ricordano queste figure con il loro strumento soprattutto in via Pignolo e nel borgo Santa Caterina e Palazzo.

Ne esistono di diverse dimensioni e forme a seconda del numero di note presenti, del tipo di suono (a canne o ad ance) e della trasportabilità. I suonatori da strada usavano la versione portatile dell'organetto, più maneggevole. Altre versioni più grandi erano posizionate nelle chiese, nei luoghi di mercato, nelle sale da concerto e altri grandi ambienti come i teatri. I fratelli maggiori, organi a rullo, erano azionati da molle e contrappesi oppure da meccanismi idraulici.

All'inizio del ‘900 i grandi organi a rullo furono spesso convertiti per utilizzare un supporto di cartoncino arrotolato ed alcuni modelli resi portatili montandoli su carretti. Il suo funzionamento è semplice quanto ingegnoso: una striscia di cartone perforata aziona le leve corrispondenti alle diverse note che aprono le rispettive valvole consentendo all’aria di mettere in vibrazione le ance (o le canne) che producono il suono (questo sistema ha ispirato anche i telai per la tessitura ed i primi calcolatori elettronici).

 

Nell’organetto portatile l’aria è prodotta da due mantici contrapposti messi in movimento da una manovella che ha anche il compito di far avanzare la striscia di carta mediante un rullo trascinatore.

All'inizio del ‘900 i grandi organi a rullo furono spesso convertiti per utilizzare un supporto di cartoncino arrotolato ed alcuni modelli resi portatili montandoli su carretti. Il suo funzionamento è semplice quanto ingegnoso: una striscia di cartone perforata aziona le leve corrispondenti alle diverse note che aprono le rispettive valvole consentendo all’aria di mettere in vibrazione le ance (o le canne) che producono il suono (questo sistema ha ispirato anche i telai per la tessitura ed i primi calcolatori elettronici).

 

Nell’organetto portatile l’aria è prodotta da due mantici contrapposti messi in movimento da una manovella che ha anche il compito di far avanzare la striscia di carta mediante un rullo trascinatore.