La fisarmonica

FolkNewsAPRILE2022

di Pietro Macconi

In questo nuovo numero, cercherò di spiegarvi uno degli strumenti musicali più affascinanti che hanno segnato il mio percorso musicale e artistico:  “La fisarmonica”.
Ebbene sì! Cresciuto in una famiglia di musicisti, ho cominciato a intraprendere il percorso che poi mi avrebbe portato inevitabilmente a conoscere la musica.

 

La fisarmonica ha sempre fatto parte della mia famiglia, facciamo parte di un gruppo folkloristico (Gruppo Folklorico Orobico di Bergamo con capogruppo Marco Secomandi) mio padre (venuto a mancare da poco) “Pier Giuseppe Macconi” per tutti Beppe e mia madre “Graziella Biava” (campionessa europea di fisarmonica - anno 1965-Bruxelles) hanno formato per anni la coppia di fisarmonicisti più rinomata e apprezzata in Italia negli anni d’oro in cui il folklore era l’unica cosa importante e per la quale si era fieri di far parte di un gruppo folkloristico e di rappresentare l’Italia all’estero. Non che oggi non lo sia, ma purtroppo ci sono altre distrazioni che rendono meno importante quello che è la missione di ogni gruppo folkloristico e cioè quello di far rivivere la tradizione popolare e di rendere orgogliosa la gente delle proprie origini.

Ho scritto questa piccola introduzione per farvi capire quanto la musica è diventata importante per la mia famiglia grazie anche e soprattutto a questo meraviglioso strumento e il folklore ha contribuito in parte a tutto ciò.

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La fisarmonica è uno strumento musicale aerofono con mantice ad ancia libera, è dotata di due tastiere, quella di destra è detta anche “cantabile”, mentre  quella di sinistra è solo a bottoni. Per produrre il suono utilizza l’aria prodotta dal mantice che fa vibrare delle lamelle di metallo dette ance, le stesse anticamente venivano montate su strutture di legno, oggi a queste vengono preferite piccole strutture in acciaio che rendono il suono leggermente metallico, ma con un timbro più preciso.
Come tutti gli strumenti musicali propri della cultura popolare, ha origini molto antiche e la storia delle sue origini è piuttosto incerta. Per alcuni questo strumento è figlio di un progetto di Leonardo da Vinci, ma la prima versione storicamente documentata della fisarmonica, seppur in forma ancora rudimentale, compare a Vienna nel 1829. Il costruttore di pianoforti austriaco Cyrill Demian registra con i figli Carl e Guido il brevetto di uno strumento musicale con il nome di accordion che presenta dei bottoni sul lato sinistro per l’armonica e dei bottoni sul lato destro per l’esecuzione del canto.

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A brevettare la fisarmonica moderna è l’organista americano Anthony Faas nel 1854. Ma è solo quando arriva in Italia, dieci anni dopo, che si trasforma nello strumento che conosciamo oggi e nel 1864 a partire da Castelfidardo, in provincia di Ancona, Paolo Soprani avvia una vera e propria industria di fisarmoniche che arriverà a contare fino a 13 sedi produttive e così farà anche Mariano Dallapé nel 1876 a Stradella, in provincia di Pavia. Ancora oggi Stradella e l’intera zona di Castelfidardo sono veri e propri regni di questo strumento dove i veri intenditori e artisti riescono a trovare e a farsi costruire fisarmoniche dalle timbriche raffinatissime.

Negli anni 80 la fisarmonica si trasforma, si entra nell’era dell’elettronico, tant’è che accanto ai modelli tradizionali arrivano nuove versioni di tipo elettrico quali la fisarmonica MIDI e la fisarmonica virtuale; sono più leggere di circa un terzo e offrono la possibilità di disporre di suoni diversi come in una tastiera elettronica e di eliminare ogni fonte di disturbo e distorsione del suono.

Da sempre considerato come uno strumento popolare e quindi scarsamente considerato dai compositori classici (con l’eccezione di Čajkovskij e pochi altri), la fisarmonica ha avuto una gloriosa storia “di base” a Est come a Ovest, a Nord come a Sud, soprattutto tra Otto e Novecento da vero cuore delle feste paesane e proletarie.
 

Le fisarmoniche possono essere classificate in: 
fisarmoniche da liscio
fisarmoniche da concerto
fisarmoniche da studio

 

Ognuna di queste categorie ha delle caratteristiche proprie.

Lo strumento standard ha 120 bassi disposti su 6 file, ma esistono numerose varianti; le più comuni sono: 96, 72 o 48 bassi su 6 file, 80 o 60 bassi su 5 file, 48 bassi su 4 file. Il cuore della fisarmonica è il mantice, che viene azionato dall'esecutore per immettere l'aria necessaria a far vibrare le ance; ovviamente ogni fisarmonica ha dei registri anche se non tutte; c’è una particolare curiosità riferita alle fisarmoniche da concerto, queste ultime invece hanno fino a 11 registri, perché in queste fisarmoniche viene aggiunto talvolta l'8 cassotto che è un registro dal suono ovattato e molto dolce. Nelle fisarmoniche da studio e in quelle da concerto non c'è l'ottava battente in quanto tutte le ottave sono accordate perfettamente.
 

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I tipi di fisarmoniche a bassi converter vengono usate per lo più dai concertisti di musica classica e vengono studiate nei conservatori dove è stata istituita la cattedra di insegnamento della fisarmonica, inserita nei programmi ministeriali italiani solo nel 1993
 

Esistono in fine fisarmoniche diatoniche, più comunemente chiamate anche organetti, caratterizzate da un minor numero di bassi (generalmente 2, 4, 8 o 12) e dal fatto che possono suonare agevolmente solo in determinate tonalità. 
Questi strumenti sono tipicamente bitonici, ovvero premendo lo stesso tasto suonano due note diverse a seconda del verso del mantice (in apertura o in chiusura) a differenza delle tradizionali fisarmoniche (sia a piano sia cromatiche) perché  sono invece strumenti unitonici (un tasto produce una sola nota indipendentemente dal verso del mantice).
Esistono strumenti simili alla fisarmonica come il bandoneon che è esclusivamente cromatico e la sua particolarità è che ti consente di suonare in qualsiasi tonalità ed è contemporaneamente bitonico.

 

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La fisarmonica è composta da tre parti principali: la cassa armonica della mano destra, il mantice e la cassa armonica dei bassi o mano sinistra. Nella fisarmonica i suoni vengono prodotti da ance metalliche che vibrano stimolate dal flusso d'aria indotto dal movimento del mantice.

A seconda del tipo di tastiera al canto si distinguono due tipi di fisarmoniche: sistema “pianoforte” (o a tastiera) e sistema “cromatico” (o a bottoni).

 

Ce ne sarebbe da scrivere su questo meraviglioso strumento che ad oggi è un pilastro fondamentale della cultura e della tradizione nazionalpopolare rappresentata dai nostri gruppi folkloristici.